28 Settembre 2022
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House of dragon: dal 22 agosto le atmosfere de Il Trono di Spade

Segnatevi questa data: 22 agosto. Al desio dell’estate è, infatti, prevista l’uscita su Sky Atlantic di House of the Dragon, che appena 24 ore prima avrà fatto il suo debutto mondiale su Hbo. La serie si colloca nell’universo de Il Trono di spade, fungendo da prequel incentrato sulle vicende della dinastia Targaryen, regnante a Westeros (il mondo immaginario nato da genio di George R. R. Martin) circa tre secoli prima degli eventi narrati (e resi televisivamente dalla fiction campione d’incassi) ne Le cronache del ghiaccio e del fuoco.
Il progetto, a sua volta, trae ispirazione da Fuoco e sangue, un vero e proprio manuale di storia – pochissime le parti dialogiche – pubblicato da Martin nel 2018 per raccontare le origini del regno creato da Aegon I il conquistatore quando dalla Roccia del drago di avventurò, cavalcando Balerion il terrore nero, per sottomettere regnanti e lord del continente occidentale e proclamarsi unico sovrano, forgiando poi il trono di spade con le armi dei nemici sconfitti o costretti alla resa.
Troppo ampio, ovviamente, l’arco temporale nel quale Martin colloca i primi re Targaryen perché House of the dragon potesse occuparsi di ciascuno di essi riuscendo, al contempo, a sviluppare temi e personaggi (che è un po’ il tallone d’Achille del libro), pertanto la serie sarà incentrata su una fase particolarmente drammatica della dinastia: la Danza dei draghi. Si tratta della guerra civile per l’eredità al trono che vede fronteggiarsi i due figli di Viserys I, Rhaenyra (avuta con la prima moglie Aemma Arryn) e Aegon II (generato dalla seconda consorte, Alicent Hightower). Il conflitto, di cui non vi sveliamo l’esito, nella visione di Martin rappresenta l’inizio del declino dei Targaryen e dei loro draghi, sino all’inevitabile caduta.
La prima stagione conterà dieci episodi, o meglio, minifilm considerata la durata di 50/60 minuti l’uno. Al momento non è previsto un sequel ma le probabilità e gli spifferi sembrano andare in quella direzione. Anche perché Martin, quanto prima, farà uscire la seconda parte di Fuoco e sangue, con buona pace di tutti gli appassionati del Trono di spade che ancora attendono la chiusura dell’opera principe – ormai superata dalla serie – con gli ultimi due romanzi: Winds of winter e A dream of spring.
«Se dovessi scommettere, direi che ci sono buone possibilità che House of the Dragon ottenga una seconda stagione – ha recentemente spiegato Cary Bloys, capo della programmazione Hbo – Ma tendiamo ad aspettare che i nostri show vadano in onda prima, per vedere come si comportano». Tradotto: per avventurarsi in nuovi progetti sui Targaryen bisognerà capire quale sarà la risposta del pubblico, con conseguenti incassi. A Hbo, d’altronde, la nuova fiction è costata circa 20 milioni di dollari a puntata. Siamo lontani dai 2 miliardi (465 milioni solo per la prima stagione) spesi da Prime Video per produrre Gli anelli del potere, ma l’investimento è comunque importante. A proposito, con l’uscita il 2 settembre della fiction prequel de il Signore degli anelli, si realizzerà un interessantissimo accavallamento, con conseguente sfida tra il maestro Tolkien e l’allievo Martin. Per la gioia dei fan del fantasy che si divideranno tra le atmosfere auliche di Arda e quelle beone e goderecce di Westeros. Per entrambe le produzioni si tratterà di un banco di prova niente male, anche se il meccanismo dell’on demand dovrebbe mantenere inalterata l’audience complessiva delle due serie. Il vincitore sarà, dunque, proclamato dai feedback, in particolare quelli via social.
Martin risulta ideatore di House of the dragon, mentre la regia è affidata a Miguel Sapochnik. Protagonista della prima stagione sarà Patty Considine, nei panni di Viserys I, il re che con le sue scelte darà il via alla guerra per il trono dopo la sua morte. Matt Smith (il principe Filippo nell’acclamata The crown) sarà invece Daemon, fratello di Viserys. Olivia Cooke interpreterà, infine, il ruolo di Alicent Hightower. Menzione speciale per Jefferson Hall, che ci regalerà ben due personaggi di casa Lannister, i gemelli Jason e Tyland, avi di Cersei, Jaimie e Tyrion.
Molto difficile raggiungere i numeri de Il Trono di spade (59 premi Emmy e 160 nomination totali), per cui l’obiettivo immediato di Hbo sembra più che altro cavalcarne il successo, puntando su un pubblico ormai fidelizzato al prodotto. Dalla reazione degli spettatori – e dagli incassi – dipenderanno i futuri sviluppi del franchise, che già conta una serie cancellata. Si tratta di The longest night (o Bloodmoon) che avrebbe dovuto occuparsi della leggendaria Lunga notte, soltanto citata nei libri di Martin e nella serie, un inverno durato una generazione, nel quale si materializzò il primo grande scontro fra uomini ed Estranei. Migliaia di anni prima delle vicende de Le cronache del ghiaccio e del fuoco. La fiction prequel era in fase avanzata, vantando un’interprete del calibro di Naomi Watts, con tanto di puntata pilota. Proprio la visione di quest’ultima non ha, però, convinto i vertici di Hbo che, nonostante il rimontaggio last minute, hanno deciso di non procedere oltre, preferendo concentrarsi su House of the Dragon. Difficilmente, poi, si vedrà una serie incentrata sulla “ribellione di Robert”, l’antefatto della serie originaria, con la caduta dei Targaryen e l’ascesa al trono di Robert Baratheon, aiutato da Ned Stark. Magari, un giorno, una fiction del genere potrà servire a completare il quadro tracciato da House of the Dragon, ma per il momento non rientra nei programmi di Hbo. Maggiori possibilità di vedere la luce ha 10.000 Ships: La storia della principessa Nymeria, una delle prime Targaryen a toccare il suolo di Westeros. E’ stata annunciata nel 2021, ma sui tempi di produzione, sviluppo e rilascio si sa poco o nulla.
Anche sullo spinoff su Arya Stark, su cui si è a lungo vociferato, le notizie sono pochissime. Ma Maisie Williams (il volto televisivo dell’eroina di casa Stark) nelle ultime interviste si è detta abbastanza esausta dal personaggio, non escludendo – però – in toto di poterlo nuovamente interpretare in futuro.
L’evoluzione del franchise dipenderà anche dalle prossime uscite di Martin, sempre meno romanziere, sempre più braccio narrativo di Hbo. Un’evoluzione che ha deluso i fan dello scrittore. La vicenda di Winds of winter, atteso da oltre 11 anni, è ormai diventata grottesca. E si tratterebbe solo del penultimo libro programmato dall’autore. E prendono corpo le probabilità che Le Cronache restino un’opera incompiuta, sacrificata sull’altare della produzione televisiva.

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