Ottobre 24, 2020
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Apre Salotto Trieste, la qualità, il coraggio e la passione dei fratelli David e Daniele Guidi

di PIER PAOLO MOCCI

 

Sarebbe dovuto partire i primi di marzo, Salotto Trieste, un gioiellino di caffè bistrot cocktail bar e ristorante curato nei minimi dettagli estetici, per via degli arredi vintage-chic, alla centralità della qualità del cibo, fino alla ricercata e lunga selezione della carta dei drink (vini, aperitivi e distillati). Il sogno di due fratelli, David e Daniele Guidi, sarebbe stato quello. David e Daniele per mesi, ancor prima di Natale, non vivevano per altro e, contro ogni più nefasta aspettativa, non avrebbero vissuto di altro, riversando in quel posticino alle spalle di Piazza Istria sogni, ambizioni, sacrifici, risparmi, gioia di vivere e il piacere della condivisione con il prossimo.

Un lungo lavoro di ristrutturazione, particolareggiato, preciso, curato personalmente in ogni aspetto per sentirselo addosso quel posto e riconsegnarlo all’ospite carico di passione e bellezza, perché sarebbe stato il luogo “definitivo” della consacrazione dopo oltre 20 anni di esperienza tra locali e ristoranti in gestione (David è uno dei più noti manager della “movida” capitolina, suoi i successi della Terrazza Martini all’Isola Tiberina durante l’Isola del Cinema oltre a tanto altro).

Finché la famiglia, i figli, la voglia di prendersi un posto tutto per loro. Una spesa importante per un quartiere raffinato, con la voglia e l’esperienza di sapere dove andare a parare, lasciando ad altri l’improvvisazione.

Era tutto pronto. C’erano le posate sul tavolo e la tovaglia apparecchiata. Anche il personale era stato selezionato con cura per permettere ai clienti-commensali di sentirsi davvero a casa, o forse anche qualcosa di più. Cibo di prima qualità, uno chef di livello, un posto eccezionale che avrebbe fatto la differenza grazie anche a piccoli eventi live (a cura del sottoscritto) che avrebbero dato un senso bello e di ritrovo a tanti pomeriggi e serate, con presentazioni di libri, reading teatrali, incontri d’autore e momenti nei quali la cultura avrebbe accompagnato un aperitivo entrando dalla porta principale, trovando appunto ragion d’essere nel suo Salotto, il Salotto Trieste.

Poi l’emergenza sanitaria, l’epidemia che diventa l’orrore della pandemia, il lockdown, e gli 80 giorni di stop.

Di come David, Daniele e le loro famiglie abbiano vissuto tutto questo lo lasciamo alla vostra immaginazione, anche perché ognuno di voi, di noi, in questa triste e maledetta storia ha perso molto, alcuni moltissimo, e non è così difficile mettersi nelle vite degli altri.

La cosa che mi ha colpito di più di David, è stata la sua grandissima dignità. Un silenzio e una “calma” che avrei voluto avere io nei miei continui post pessimisti e lamentosi su Facebook. La sua calma è stata la sua virtù: mai rassegnazione, sempre pronto, da un momento all’altro a ripartire, anche quando ti senti l’Empoli in trasferta contro il Bayern Monaco. Mai arrendersi, soprattutto se nel primo tempo hai preso – non per colpa tua – un paio di schiaffoni.

Ecco, ora io vi potrei dire che Salotto Trieste è il miglior posto di Roma, che si mangia da Dio e che si sta benissimo, facendo in modo che 10, 15, 20 persone possano incuriosirsi ed andare. Non vi dirò che è il più bel posto di Roma ma vi dirò che è uno dei più belli, sobri, eleganti, informali, adatti a chi usa la giacca o chi – come me – nonostante i 40 anni appena compiuti, veste ancora ostinatamente in bermuda e felpa.

Da oggi al Salotto Trieste è iniziato il secondo tempo, si parte con l’handicap e si gioca per il pareggio, mi sembra ovvio.

Quelle lacrime che, inevitabilmente, David e Daniele in questi 80 giorni hanno versato oggi possono diventare solchi lungo il viso, sorrisi enormi, dando un senso a quella rabbia mascherata da “calma” che David ha sempre avuto. Ora tocca a noi, a me che sono amico, ai miei amici che sono amici miei, ma anche un po’ a voi, qualora vogliate, ben inteso. Chi può, oggi, può fare la differenza e scacciare via il morbo più brutto che insieme a questa merda di virus ci può essere: la depressione. Io vado, venite anche voi, David sorride sempre, il posto è delizioso e con pochissimo potremo fare tantissimo.

Non vi sentiate in dovere di farlo. Ripeto: ognuno ha avuto il suo “dramma” e avrà tanti amici o parenti ai quali dover dare una mano. O non ha voglia né è nella condizione di andare a mangiare fuori. Io con queste poche righe voglio solo dirvi che al Salotto Trieste si sta bene, si spendono 9 euro a pranzo, si cena dal 27 maggio. Tutte le norme igieniche e distanziamento, ovviamente, sono rispettate e ci sono i tavoli all’aperto.

Segnatevi questo indirizzo, Corso Trieste 146/b, e il numero qualora vogliate prenotare o per qualsiasi informazione: 393.4535894.

Non ho altro da aggiungere. Sono certo che un pensiero lo farete. E avrete fatto un gesto enorme e bellissimo.

 

 

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