5 Giugno, 2020
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Tarricone, volto gentile di Sky: «Racconto il cinema con leggerezza per “collezionare” sorrisi»

di PIER PAOLO MOCCI

La conduttrice di “Ricette di Sky Cinema” e “La Collezionista” si racconta: «Avverto una certa responsabilità, credo ci sia bisogno di spensieratezza. Ora vado in onda dal mio salotto di casa, ma sempre con la stessa voglia di intrattenere e parlare di cinema senza prendersi troppo sul serio, con ironia e meraviglia». In arrivo grandi anteprime, da L’immortale a Martin Eden, passando per Men in Black 3

È il volto gentile di Sky Cinema, la ragazza della porta accanto che ti parla di una sequenza memorabile senza metterti in soggezione, senza ricorrere a sofisticati rimandi cinefili da incalliti nerd della settima arte, ma “semplicemente” comunicando un’emozione spesso condivisa. È forse anche per questo che le sue rubriche sono raddoppiate e ora le sue pillole sono spalmate nell’ampio palinsesto cinematografico della più importante pay-tv italiana (con sede a Rogoredo, alle porte di Milano, e quindi in piena zona rossa).

Anche Barbara Tarricone è in smart working e, se le puntate delle sue “Ricette di Sky Cinema” sono state registrate in tempi non sospetti, “La Collezionista” ora va in onda con il suo cellulare da casa, nel salotto del suo appartamento di Bologna.

Un po’ come Alessandro Cattelan ha ripreso “EPCC” in modalità “home-made” (trasmettendolo sui social), così la nostra Tarricone non smette di dispensare consigli, suggestioni, curiosità e aneddoti sui film in programmazione muovendosi con grande naturalezza nelle mura domestiche, così come tutto era stato in qualche modo ideato (con le sue puntate anche in podcast sul sito di Sky e all’interno di “100 x 100 Cinema”).

«I miei format erano stati concepiti proprio per dare l’impressione di essere in una cucina e in un salotto di una qualsiasi casa – racconta la conduttrice – e, specie per “La Collezionista”, lo scenografo mi chiese di aiutarlo a ricostruire il mio vero habitat. Il caso ha voluto che ora io sia costretta ad usare la mia casa vera…».

Fanno due fiocchi di neve a Bologna, mentre Barbara – un filo di trucco e simpatia alla Bridget Jones – mi parla in videochiamata di quel che vedremo sul vasto palinsesto cinema delle prossime settimane (una dozzina di canali per oltre una dozzina di film al giorno, più la library… fate voi i conti).

«Sono in arrivo La favorita (domenica 29 marzo, alle 21.15 su Sky Cinema Due), che ha ottenuto il gran premio della giuria a Venezia e che si è aggiudicato l’Oscar per la miglior attrice a Olivia Colman, nel cast insieme a Emma Stone e Rachel Weisz. Mentre Clint Eastwood è il regista e il protagonista di Il Corriere – The Mule (da venerdì 20 marzo in programmazione), film tratto da una storia vera, quella dell’ultraottantenne Leo Sharp, veterano della Seconda Guerra Mondiale, che divenne il più anziano corriere della droga di sempre. Ancora, Men In Black: International (lunedì 30 marzo, alle 21.15 su Sky Cinema Uno), con Chris Hemsworth e Tessa Thompson, l’ultimo capitolo della saga nata 22 anni fa con Will Smith e Tommy Lee Jones».

Non mancano i titoli più attesi del cinema italiano, dall’ultima commedia di Antonio Albanese Cetto c’è senzadubbiamente (da lunedì 23 marzo in programmazione), alla commedia “fantastica” scritta, diretta e interpretata da Alessandro Siani, Il giorno più bello del mondo (domenica 12 aprile, alle 21.15 su Sky Cinema Uno), e L’Immortale (lunedì 13 aprile, alle 21.15 su Sky Cinema Uno), uno dei maggiori successi al box office e primo film diretto e interpretato da Marco D’Amore, spin-off della storia di Ciro Di Marzio, uno dei grandi protagonisti di Gomorra – La serie. Da non perdere Martin Eden (mercoledì 8 aprile, alle 21.15 su Sky Cinema Due) diretto da Pietro Marcello, con Luca Marinelli premiato con la Coppa Volpi al Festival di Venezia e Mio fratello rincorre i dinosauri (lunedì 20 aprile, alle 21.15 su Sky Cinema Uno), dal romanzo di successo di Giacomo Mazzariol, una storia di formazione con Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese.

Barbara, avverti la responsabilità di entrare nelle case delle persone visto il momento drammatico che stiamo vivendo?

Assolutamente sì, la avverto e cerco di essere, oggi più che mai, quella di sempre. Portando sorrisi, spensieratezza e intrattenimento. È necessario “staccare” dalla tragicità che stiamo vivendo, un clima surreale scandito dai bollettini “di guerra” e da notizie spesso angoscianti.

In questo scenario le tue “ricette” ben si collocano, la gente non fa altro che cucinare, fare la spesa e guardare film.

Per “Le Ricette di Sky Cinema” usiamo il format del cooking show per analizzare gli ingredienti cinematografici della filmografia di un regista, di un grande classico o di una franchise di successo al box office. Visualizzando gli elementi del cinema come se fossero ingredienti in una cucina dove può succedere di tutto: rendiamo chiaro e affascinante il processo del filmmaking senza rinunciare all’ironia e alla meraviglia. Il cibo non c’è ma, con un po’ di immaginazione, è come se ci fosse.

E “La Collezionista” invece?

È una scoperta del tutto informale e spontanea, nata dai “fuori onda” di Ricette e sviluppata come altro format più leggero ma non per questo poco “colto” o sofisticamente trascurato. Ho un team di autori che, insieme a me, preparano puntate che scorrono veloci ma su cui vi posso assicurare c’è molto lavoro, anche tecnico e fotografico. Quando abbiamo girato una puntata su Brian De Palma, per evocare uno dei tratti distintivi della sua filmografia, sono stata inquadrata dall’alto anch’io in omaggio alla famosa scena degli Intoccabili con De Niro sulla poltrona da barbiere. E mille altri espedienti e curiosità che gli appassionati di cinema amano e che spesso mi suggeriscono scrivendo sui social. La cosa curiosa è che “La Collezionista” nasceva ricreando scenograficamente in studio il soggiorno e il divano di casa mia per farmi sentire totalmente a mio agio. Con le nuove puntate il realismo scenografico può essere toccato con mano, visto che trasmetto da casa mia…  

Come se si abbattesse la “quarta parete” e stessi a conversare tra amici.

Noi non ci prendiamo sul serio, o meglio facciamo in modo di rendere tutto naturale e tramutare la nostra passione e preparazione in un clima sereno e non competitivo. Spesso chi parla di cinema rischia di apparire saccente attraverso citazioni lontanissime, un linguaggio ultra tecnico o da tesi di laurea. Noi quella roba lì la evitiamo, non ci interessa far vedere quanto siamo bravi. Puntiamo a condividere la stessa passione con uno stile e un linguaggio accessibile, non per questo superficiale e dozzinale. C’è un lavoro nel rendere più “facile” e accessibile tutto ciò. Per rimanere all’esempio teatrale della quarta parete: l’improvvisazione non si improvvisa.

Che film ami?

Sono onnivora di cinema, anche se rispetto al blockbuster amo di più le storie più “intime” o d’autore. Diciamo che se c’è Woody Allen o film come Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino non cambio mai.

Il primo film che hai visto al cinema?

Ero una bambina quando i miei genitori mi hanno portato a vedere C’era una volta in America, ovvero uno dei capolavori assoluti, per alcuni il miglior film della Storia del Cinema. Rimasi folgorata e la mia passione nacque lì: perché era un concentrato perfetto di regia, recitazione, sceneggiatura con quelle ellissi narrative. Sono rimasta rapita e “soggiogata” per sempre.

Un episodio curioso?

Non da cinefila, quando ero preadolescente. Amavo Madonna come tutte le ragazzine degli anni 80 e mi ricordo che mio padre, qui a Bologna, mi accompagnava al cinema, mi faceva il biglietto e mi salutava all’entrata e poi mi veniva a riprendere. Ero con la mia amica del cuore e i nostri genitori ci accompagnavano e poi ci venivano a riprendere. Avremmo avuto 9 o 10 anni. Noi che ci sentivamo già grandi mentre su uno schermo enorme vedevamo la nostra star gigante in film che sicuramente non passarono alla storia, come Cercasi Susan disperatamente o Who’s that girl, ma che per noi erano bellissimi. Film che non mi hanno cambiato la vita ma che mi hanno regalato quella libertà propria della sala cinematografica che chissà quando torneremo a vivere.

Di cosa ci parlerai prossimamente dal salotto della Collezionista?

Ad aprile parleremo del cinema demenziale dei Monty Python, della Napoli sul grande schermo da Sophia Loren all’Immortale, fino al grande Alberto Sordi.

©MAPMAGAZINE NED EDIZIONI

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