Dicembre 3, 2020
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RECENSIONE “La bussola d’oro”, la serie Tv è di gran lunga migliore del film

di GIULIA SOI

Tratta dalla trilogia di Sir Philipp Pullman, la produzione HBO e BBC (in onda su Sky Atlantic) si avvia alla seconda stagione, a differenza del film con Nicole Kidman, Daniel Craig ed Eva Green che non ebbe il successo sperato evitando che fossero realizzati i capitoli successivi per il grande schermo. Mentre stavolta è pronta una lunga serialità. Per la gioia anche dei fan del “Trono di Spade”

In questi giorni di quarantena e isolamento, ogni occasione per evadere – anche solo con la fantasia – è preziosa. Mondi lontani, storie avventurose, personaggi da cui imparare sono tutti magnifici alleati per affrontare, con un briciolo di serenità in più, queste giornate lunghe e inattese. E allora ecco una storia che ha tutte queste caratteristiche e che vale triplo, perché è stata raccontata prima sotto forma di libro, poi di film e da qualche mese anche di serie televisiva.

È conosciuta come La bussola d’oro, ma il titolo dell’opera originale è Queste oscure materie. Scritta da Sir Philipp Pullman, racconta le vicende di Lyra Belacqua, la nipotina del celebre esploratore dell’Artico Lord Asriel, ed è ambientata in un mondo in cui le persone prevedono il futuro grazie a un misterioso marchingegno chiamato aletiometro, viaggiano a bordo di voluminosi zeppelin e soprattutto non si separano mai dal proprio daimon, un animaletto mutaforma con funzione di alter ego.

In questo mondo che – si scoprirà in seguito – è solo uno in un complicato sistema di universi paralleli, un’autorità ecclesiastica chiamata Magisterium vincola in maniera claustrofobica la libertà emotiva e spirituale degli individui, non vede di buon occhio l’esistenza dei daimon e cerca in ogni modo di combattere il potere della Polvere, misteriosa ed evanescente sostanza determinante per lo sviluppo della coscienza degli esseri umani.

La trilogia originale è stata pubblicata tra il 1995 e il 2000 e si compone di tre volumi (La bussola d’oro, La lama sottile e Il cannocchiale d’ambra – Edizioni Salani per l’Italia), di cui il primo è stato portato al cinema nel 2007. Diretto da Chris Weitz e interpretato da Nicole Kidman, Daniel Craig e Eva Green. Il film non ha avuto il successo della saga letteraria e non è stato seguito dagli altri due capitoli previsti. La serie televisiva, invece, si è dimostrata ampiamente in grado di restituire allo spettatore tutto il valore della trilogia scritta e già si avvia verso la produzione della seconda stagione.

Prodotta da HBO e BBC, è trasmessa per l’Italia da SKY Atlantic e potrebbe colmare con successo il vuoto lasciato nella scorsa primavera da Game of thrones. E forse non è un caso, visto che il primo volume della saga è stato pubblicato solo un anno prima che G.R.R. Martin desse il via alla sua infinita – e di fatto non ancora conclusa – opera, pubblicando Il gioco del trono.

Il grande pregio della serie è un grandioso lavoro di adattamento al testo originario che ha richiesto tempo e studio e ha addirittura ritardato di molto le riprese e la messa in onda. Scelta in controtendenza, dato il ritmo frenetico e spietato a cui sono soggette molte delle produzioni attuali, ma anche necessaria per raccontare il particolare universo di ambientazione, molto simile al nostro eppure diverso in maniera sostanziale, in cui si mescolano passato e futuro, steampunk e fantascienza, religione e tecnologia, libero arbitrio e predestinazione.

Con una riuscita caratterizzazione della giovane protagonista che strizza l’occhio all’indimenticata Arya Stark, un continuo quanto giustificato rimando alle terre del Nord e la presenza nel cast di James Cosmo, l’ex Jeor Mormont dei Guardiani della notte, Queste oscure materie si assicura da subito l’attenzione di tutti gli orfani de Il Trono di Spade, ma contemporaneamente evita di cadere nell’errore compiuto dal film del 2007. Non tratta mai, neanche per un istante, questa storia come un prodotto per ragazzi pensato sulla scia di Harry Potter, ma la plasma per un pubblico adulto in grado di comprendere questioni religiose e filosofiche, che sia disposto a riflettere su grandi temi e che si possa immedesimare nel percorso della giovane Lyra verso la ricerca di se stessa, il passaggio all’età adulta e il compimento di una delicata missione che cambierà le sorti del suo mondo.

A 25 anni dalla sua pubblicazione, quella de La bussola d’oro si rivela una storia in cui immergersi completamente, soprattutto in tempi particolari e difficili come quelli che stiamo vivendo. E può solo che farci bene.

©MAPMAGAZINE NED EDIZIONI

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