28 Marzo, 2020
597 visualizzazioni

Mogli disperate a Napoli, su Real Time. E rispunta una “vecchia amica” di un uomo di potere

di PIER PAOLO MOCCI

Chi ha visto la bellissima serie tv The Loudest Voice (ancora disponibile on demand su Sky) si è accorto che, al di là dello scandalo sulle molestie sessuali riguardanti Roger Ailes (fondatore e direttore di FOX News), il dramma si incentrava su come un network televisivo venisse creato e lanciato da zero. La genialità del miserabile Ailes fu quella di individuare un pubblico reazionario e conservatore che, fino a quel momento (fine anni 90) era stato lasciato scoperto. Un po’ come se in Italia non esistesse un organo di stampa che raccontasse ad un preciso elettorato ciò che vuole sentirsi dire. Ailes creò Fox News, con l’appoggio dell’editore e magnate Rupert Murdoch, per arrivare a quel 50% dell’America conservatrice, provinciale, bigotta e puritana in un’ottica di puro marketing: clientela da raggiungere e servire, pilotando ovviamente l’informazione a beneficio della politica.

Una deprecabile strumentalizzazione dell’informazione, che esiste da sempre e si trascina ai giorni nostri. Viene applicata in modalità più o meno subdole nelle democrazie occidentali, liberali e progressiste, o in forme più coercitive e autoritarie sotto i totalitarismi, dalla Kino-pravda di Dziga Vertov (regista cinematografico a libro paga di Lenin nell’URSS post Rivoluzione) fino ai cinegiornali di regime dell’Istituto Luce negli anni del potere e della dittatura fascista in Italia.

In altre parole, la propaganda, con il suo ruolo specifico di raccontare (omettere ed edulcorare) una realtà di parte, affinché chi esercita un potere lo possa detenere, raggiungendo vaste sacche della popolazione, mostrando una verità parziale, magari anche vera, ma di certo affabulatoria.

Ma cosa c’entrano la propaganda, The Loudest Voice e lo scandalo delle molestie sessuali (presto al centro del film Bombshell con Nicole Kidman, Charlize Theron e Margot Robbie sulla medesima vicenda), con una miniserie Tv su sei “mogli disperate” di Napoli le cui vicende verranno trasmesse dal 24 gennaio sul canale televisivo Real Time dal titolo The Real Housewives Napoli? Apparentemente nulla. Ma solo ad una prima lettura.

Intanto c’è da dire una cosa: la propaganda non si esercita soltanto in forma diretta su fatti storico-politici. La sublimazione della stessa è creare contenuti “d’intrattenimento” per le masse in modo da occuparle, tenerle obnubilate, distrarle, confonderle, dar loro un passatempo (voyeuristico) in modo che non possano interessarsi ad altro, magari leggere un libro, andare a teatro o scegliere un contenuto più interessante e “partecipativo”. Lo scopo primario ovviamente è creare un contenitore ideale e basico per la pubblicità da vendere ad un target che (purtroppo) rappresenta una larga fetta.

Attraverso la morbosità di ciò che stanno guardando, le masse devono rimanere incollate allo schermo senza poter cambiare canale, perché devono assimilare bene il passaggio e il messaggio pubblicitario contenuto all’interno. Tutto ciò a fini commerciali in quell’ottica di Ailes per la quale “c’è un pubblico da servire, clienti da coltivare e da dare in pasto a sponsor o capi politici”.

I clienti sono anche lettori, spettatori, tifosi di calcio, consumatori e, soprattutto, elettori. Sono numeri che si muovono, che comprano, mangiano, si abbonano e, soprattutto, votano.

Anche programmi del genere quindi collaborano ad un disegno “politico” propagandistico indiretto: con la loro depedagogizzazione, attraverso un contenuto trash e volgare che susciti in alcune persone istinti primari, preparano un bacino elettorale ben preciso e contribuiscono – in modo determinante – a creare un pubblico “asservito”. Un pubblico che corrisponde ad un target generalista con un certo peso elettorale (tra l’altro molto ambito). È su quel target “ondivago” e facilmente manovrabile (e raggiungibile) infatti che si vincono ormai le elezioni.

Il rapporto tra una serie di programmi televisivi dal contenuto sciatto ma seguiti da milioni di telespettatori e la politica è molto stretto. Non è un caso che al proliferare di programmi televisivi e “social” di bassa qualità fanno da contraltare l’avanzata di populismo e sovranismo, ovvero quella politica vissuta e raccontata in modo diretto, dal basso, apparentemente senza filtri ma in realtà di parte, mistificatoria, “di pancia”, che ha imparato a muoversi in modo fin troppo sguaiato come fosse anch’essa ambientata in quegli stessi vicoli popolari di Napoli o di qualsiasi altra piccola o grande città (che resta – citando Flaiano – pur sempre di provincia).

Ecco allora che il canale tv Real Time, da sempre improntato sul nazionalpopolare come target da raggiungere (modello reti Mediaset anni 90-2000 per intenderci) tira fuori il suo asso nella manica, la versione napoletana di un fortunato format americano (la grande realtà di provincia per eccellenza) ambientato tra il Vomero e Posillipo.

Il risultato? Sei casalinghe esuberanti, fasciòn e veraci tra lusso sfrenato, selfie, noia, urla, sceneggiate, weekend in barca ed eventi esclusivi molto pacchiani. Un apparente sfarzo tra aspirazioni e colorite dinamiche familiari volte a mostrare non solo la parte bella di Napoli (pizza, mare, bellezza, vitalità e spensieratezza) ma anche quella più notoriamente trash e triviale, “neomelodica” all’ennesima potenza.

E tutto questo, perché? Per quella pruderie di cui parlavamo sopra, per quel senso del morboso, del ridicolo, del patetico che incolla alla tv ancora milioni di telespettatori, sulla scia dei programmi di Maria De Filippi, Barbara Palombelli e Barbara D’Urso, e in generale, di gran parte dei talk-tv del pomeriggio generalista televisivo, comprese molte puntate dell’Arena di Giletti su La7 dove di giornalistico, in più di qualche puntata, c’è davvero poco.

In questo panorama desolante, questo “Mogli disperate a Napoli” si inserisce perfettamente nel sottogenere “propaganda politica indiretta”, compiendo più o meno consapevolmente (a discrezione dell’intelligenza degli autori e dei direttori di rete) quello svezzamento di un pubblico pronto a fare la sua parte nei momenti di “giustizialismo”, di “interventismo”, dove la pancia e l’umore contano più della testa, e dove un fabbisogno immediato viene riconosciuto e risolto.

Al motto di “è un grande magna magna”, “che tanto l’emergenza immigrazione va fermata in ogni modo perché è il vero problema” o che “il non lavoro e la povertà si risolvono con il reddito di cittadinanza”. C’è eccome un legame tra politica bassa, anziché dal basso, e questo tipo di fabbisogni primari che servono ad accontentare il popolino.

Forse non è un caso che Real Time sia nel paniere di Discovery Italia che ha “appaltato” gran parte del suo Canale 9 ai giornalisti del Fatto Quotidiano notoriamente vicino all’elettorato Cinque Stelle e strettamente legato al leader carismatico del Movimento Alessandro Di Battista.

Ma la cosa davvero deliziosa è un piccolo capolavoro che rappresenta forse il colpo di coda di un uomo che non vuole ancora cedere il suo scettro. Quasi un atto d’amore, o forse il modo per sdebitarsi nei confronti di una “vecchia amica”. Nel comunicato stampa diffuso da Real Time su “Mogli disperate – Napoli” vengono menzionati soltanto i nomi di battesimo delle sei protagoniste: Daniela, Maria Consiglio, Noemi, Stella, Simonetta e Raffaella. Se vi soffermate su uno di quei sei nomi e lo associate alla ragazza col vestito color corallo della foto, sarete in grado di chiudere il cerchio da soli e di capire le varie, forse troppe, osservazioni comparse in questo articolo-saggio che spero non vi abbia annoiato. A me, mentre lo scrivevo, ha appassionato moltissimo, stimolando certi pensieri e facendomi trovare molte “coincidenze”. E voi, avete indovinato chi sia la misteriosa ragazza (la seconda da sinistra) nella foto e cosa c’entri tutto questo con The Laudest Voice, la propaganda, la bassa politica e Bombshell?

©MAPMAGAZINE NED EDIZIONI

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


REGISTRATI ALLA NOSTRA NEWSLETTER PER ESSERE INVITATO AI NOSTRI EVENTI ED ESSERE AGGIORNATO SULLE NOSTRE ATTIVITÀ


Holler Box