23 Settembre, 2020
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Citizen Rosi, il “doc” sul maestro del cinema italiano venerdì sera su Sky Arte

A cinque anni dalla scomparsa, Francesco Rosi viene ricordato e omaggiato con il recentissimo documentario presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia: Citizen Rosi, diretto da Didi Gnocchi e Carolina Rosi, in onda venerdì 10 gennaio alle 21.15 su Sky Arte.

Rosi ha inventato un nuovo stile narrativo e un nuovo modo di fare cinema che, prima di lui, non esisteva. I suoi film nascevano da ricerche e inchieste sulla realtà del Paese: lavorava sui documenti e reportage giornalistici e inchieste giudiziarie. Ha raccontato il potere che corrompe quando si mischia alla criminalità e con la politica. Il documentario si snoda attraverso i film di Rosi messi in fila in base alla precedenza storica dei fatti di cronaca che raccontano. In questo modo il film di Didi Gnocchi e di sua figlia Carolina non racconta solo il lavoro del maestro del cinema italiano, ma restituisce anche mezzo secolo di storia d’Italia.

I suoi film di impegno civile quali Salvatore Giuliano, Le mani sulla città, Lucky Luciano, La sfida, Il caso Mattei, Cadaveri Eccellenti, Tre Fratelli, non sono datati e hanno obbligato intere generazioni a riflettere. 

Ci accompagna in questo viaggio la figlia Carolina testimone, fin da bambina, del lavoro del padre, assistito con amore e pazienza fino agli ultimi giorni. Ed è Rosi stesso, in frammenti delle sue interviste, a dare senso e intensità al suo cinema. Tanti gli intervistati: magistrati, giornalisti, registi e amici, tra i quali Lirio Abbate, Gherardo Colombo, Giancarlo De Cataldo, Roberto Saviano, Giuseppe Tornatore.

In un recente documentario sull’importanza del Neorealismo e del Cinema Italiano nella sua formazione, Martin Scorsese dichiarò la centralità assoluta di un cineasta come Francesco Rosi. Tra i suoi film più importanti non vanno dimenticati Uomini contro, manifesto pacifista contro ogni guerra e, in particolare, la Prima Guerra Mondiale (“morti di fame mandati in guerra contro morti di fame”); I magliari con un drammatico e straordinario Alberto Sordi su un gruppo italiani emigrati in Germania costretti, in ogni modo, a sbarcare il lunario e Cristo si è fermato ad Eboli, tratto da Primo Levi e interpretato da Gian Maria Volontè che scelse Rosi come “suo” regista prediletto: il grande attore infatti non realizzò con nessun altro regista tanti film, cinque, insieme.

©MAPMAGAZINE NED EDIZIONI

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