Ottobre 23, 2020
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Ficarra e Picone «Il nostro viaggio nell’Anno Zero»

Una foto di scena de Il primo Natale (credit Dario e Oriana Palermo)

di PAOLA MEDORI

Il duo comico siciliano da giovedì 12 dicembre nelle sale con il nuovo film, Il primo Natale. Ficarra: «Siamo precipitati veramente nell’Anno Zero e non riuscivamo a tornare indietro. Nessuno ci credeva e ci dava retta. Abbiamo persino conosciuto Erode, una persona veramente malvagia, e addirittura Gesù. Ho chiesto perfino un piccolo miracolo: “Puoi fare niente per migliorare Picone?” Ma lì anche Gesù ha alzato gli occhi al cielo». 

«Il 25 dicembre festeggiamo 25 anni di carriera insieme, e con il film di Natale per antonomasia: meglio di così?», parole di Ficarra del duo comico composto da Salvo Ficarra e Valentino Picone. Dopo aver sbancato i botteghini con L’Ora Legale i due attori, siciliani doc, tornano al cinema con la commedia Il primo Natale, in sala dal 12 dicembre distribuita da Medusa Film. Un ladro e un prete si incontrano e si scontrano. Due mondi apparentemente lontani, condivideranno un eccitante viaggio insieme. Alle pagine di “MapMagazine” l’irriverente coppia – che rivedremo presto alla conduzione del Tg satirico “Striscia La Notizia” e poi in teatro – si lascia andare ai ricordi di Natali passati, spiegando l’importanza di una sana autoironia anche attraverso l’uso delle giuste parole, soprattutto sui social. «Gli odiatori mi fanno tenerezza, sono degli sprovveduti. E i social network sono solo un amplificatore di quello che sei», sottolinea Picone. Scritto con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini, con Daniele Ciprì come direttore della fotografia, Il primo Natale è il loro settimo film insieme.

Quali ruoli vi siete ritagliati?

Ficarra: Sono un ladro di arte sacra che compie un furto di una preziosa reliquia nella chiesetta di Padre Valentino, grande appassionato di presepi e della sua iconografia. Durante la stesura della sceneggiatura abbiamo pensato a due personaggi in netta contrapposizione tra di loro: il credente e l’ateo convinto. Il bianco e il nero che improvvisamente sono l’uno accanto all’altro e questo scatenerà una serie di eventi inaspettati.
Picone: Indosso la tonaca nera di un prete di un paesino siciliano che crede nella forza della preghiera e si imbatte in una grande avventura con un ladro. è un confusionario, ossessionato dal presepe vivente e ogni anno regala ai compaesani un vero e proprio evento.

Improvvisamente vi ritrovate a viaggiare nel tempo, fino all’Anno Zero in Palestina inseguiti dai Romani. In quale epoca vorreste tornare?

Ficarra: Sicuramente all’Anno Zero, un periodo storico segnato da avvenimenti che hanno influenzato tutto il pensiero moderno, come la nascita di Gesù.
Picone: In qualsiasi epoca dove non esistono caselli autostradali, né politici che promettono e non mantengono. Dove non ci sono sempre lavori in corso. In questo senso anche il Medioevo non sarebbe male.

Il film è stato girato tra il Marocco e Roma, potete raccontarci un aneddoto del set?

Ficarra: è successo di tutto. Avevamo anche il “serpentario” che cacciava via i serpenti. è stato un set insolitamente frequentato da tutti i tipi di animali immaginabili, dagli scorpioni ai Piconi (ride, ndr).
Picone: Non ci siamo fatti mancare praticamente nulla.

Un ricordo del vostro Natale più bello…

Ficarra: Quando penso al 25 dicembre mi viene in mente un ricordo lontano, un’immagine: io in braccio a Babbo Natale sotto i portici della via principale di Palermo. Anche se ormai non c’è più la memoria del Natale come giorno di celebrazione di Gesù, che ha poco a che fare con l’omone dalla barba bianca. Io comunque a Babbo Natale ci credo ancora. E anche Valentino, anche se non lo ammetterà mai.
Picone: Oltre al calore di tutta la famiglia ricordo le chiacchiere, aspettando la mezzanotte, con gli amici nella piazza del paese. Non avvertivamo neanche il freddo pungente dell’inverno.

Cosa ami e cosa non sopporti di più del tuo amico e compagno d’avventura?

Ficarra: La lista è veramente troppo lunga e il tempo è nemico. E poi quale amicizia? Io non lo sopporto proprio (ride, ndr).
Picone: L’ho detto mille volte e lo ripeterò sempre: amo la sua onestà, ma non tollero il fatto che sia un ritardatario cronico.

Parliamo di comicità, come è cambiata rispetto ai vostri inizi? Comici si nasce o ci si diventa?

Ficarra: La comicità è molto soggettiva. È difficile da definire. Si può insegnare la recitazione, ma sicuramente non i tempi comici. Non a caso quello che qualcuno trova divertente, ad altri non suscita alcuna reazione. Non è una formula matematica: è questione di sentire o meno.
Picone: Non esiste una comicità in assoluto, ma è insita in ognuno di noi. è come una magia. Essere comici è voler prendere in giro, innanzitutto se stessi. Si tratta di una passione. La comicità vuol dire anche saper ironizzare su quello che ti succede e ti circonda: sulla società, sugli affetti. Su qualunque cosa. Lo sperimento ogni giorno.

Secondo voi la gente ama ancora ridere?

Ficarra: Grazie al cielo sì. Mi vengono i brividi quando sento qualcuno che mi dice “difficilmente rido”, perché è meraviglioso abbandonarsi all’ironia e al sorriso. è rigenerante, rilassante e terapeutico. Dovremmo ridere sempre. Mi spiace per loro.
Picone: Certo. Da questo punto di vista non è cambiato niente: dai tempi di Chaplin ad oggi, tutti hanno voglia e bisogno di ridere.

Siete molto social, e nei commenti delle vostre pagine si manifesta il metodo ficarrapiconiano (o piconeficarriano), ovvero sorridere del peggio?

Ficarra: Mai prendere sul serio niente.
Picone: L’ironia salva la vita. Conta anche di più la capacità di sorridere di se stessi perché solo così si ride anche con gli altri. Noi ci prendiamo in giro come Ficarra e Picone, come Salvo e Valentino, come Siciliani e italiani. Abbiamo preso in giro anche la mafia con gli altri film.

Sia quando siete al timone di “Striscia la Notizia”, sia attraverso i vostri profili, condannate gli odiatori, i bulli, i social come luogo dove tutto è possibile e tutto si può dire.

Ficarra: I social sono una piazza pubblica, senza regole. Un luogo dove tutti si sentono in diritto di esprimere un’opinione su qualsiasi cosa. è positivo perché la libertà di pensiero è una grande conquista ma senza scadere nell’imbarbarimento con insulti e offese che andrebbero sanzionati. Servirebbe una legge contro gli odiatori.
Picone: Si arriverà ad un punto in cui tutti dovremo assumerci la responsabilità di quello che esprimiamo sui social, senza l’intervento della polizia postale.

Prossima regia insieme? Spettacoli a teatro?

Ficarra: Pensiamo solo al nostro film ora.
Picone: Torneremo presto a “Striscia La Notizia” per commentare l’attualità. Poi partiremo per una tournée teatrale per festeggiare i nostri 25 anni di carriera, dove riproporremo i cavalli di battaglia e altre novità. Sarà un recital dal titolo “25 anni di Ficarra e Picone, tutti fatturati”. Preparatevi forte, perché il nostro 2020 sarà una grande festa all’insegna della risata. E quindi anche il vostro nuovo anno sarà scoppiettante!

©MAPMAGAZINE NED EDIZIONI

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