4 Agosto, 2020
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Il Pane di Natale a sostegno di opere di carità

di REDAZIONE FOODMAP MAGAZINE

Il Gruppo Giovani Panificatori Farchioni lancia per le feste un prodotto speciale, i cui proventi saranno destinati ai giovani in difficoltà. Per l’occasione prodotte anche le novità Bauletto al Sagrantino e il Pane integrale all’acqua pazza

Il Gruppo Giovani Panificatori Farchioni ha realizzato, per il periodo delle feste, il Pan Natale, dedicato quest’anno alla pace e alla fratellanza tra i popoli. Ispirato alle parole di Papa Francesco, è realizzato a otto spicchi con farine ricavate da grani autoctoni macinati a pietra, semi, noci e uvetta. Profondo il significato della forma e degli ingredienti a rappresentare la condivisione della tavola in un universo (i semi), che seppur fragile, ha un’anima (i gherigli di noce), feconda di quiete e di pace (l’uvetta).

In vendita dall’8 dicembre in tutta l’Umbria e in alcune zone del Centro Italia, il ricavato del Pan Natale servirà a sostenere opere caritatevoli per giovani in difficoltà.

Tra le nuove varietà di pani presentate anche il Pane Integrale all’Acqua Pazza e il Bauletto al Sagrantino, in omaggio ai riconoscimenti raggiunti nelle guide enologiche dal celebre vitigno umbro. Occasione dell’evento la giornata di alta formazione sui metodi di lievitazione e lavorazione del pane ospitata dallo storico Mulino Farchioni, a Bastardo (PG), con due relatori d’eccezione: la storica dell’alimentazione June Di Schino e l’agronomo – nonché docente di scienze della nutrizione – Giuseppe Nocca, che hanno raccontato e spiegato di come questo alimento antico quanto l’uomo, testimone di culture e identità,  da semplice fonte di sostentamento  sia divenuto nel tempo vero e proprio protagonista del banchetto.

A dare sfoggio alle nuove interpretazioni i maestri del Gruppo Giovani Panificatori composto dai romani Adriano Albanesi, Mario Maurizi, Diego Eremo, Antonio Mancini e dal partenopeo Salvatore Improta. Due I metodi di lavorazione a confronto: la lievitazione per autolisi (lievitazione senza lievito) e il lievito liquido.

Ad essere messi in mostra grani, modalità di macinazione, forme e metodi di cottura connessi a territori e tradizioni che hanno declinato l’arte bianca in tutte le sue sfaccettature. Fondamentali – per il patron dell’omonimo marchio Pompeo Farchioni, e per Paolo Montalto, fondatore e portavoce del Gruppo Giovani – la salvaguardia del suolo, la qualità delle sementi impiantate, i contratti di filiera e metodi eco-compatibili da garantire valore alle produzioni, ricambio generazionale e innovazione. “Un’esigenza crescente dettata non solo da un problema etico – spiegano – ma anche dalla crescente attenzione alla qualità del cibo, alla provenienza delle materie prime e al food design che ha portato il consumatore ad una maggiore attenzione e consapevolezza, a voler sapere di grani antichi e moderni, lievitazioni lente e filiere tracciate”.

©MAPMAGAZINE NED EDIZIONI

 

 

 

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