14 Dicembre, 2019
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IL CINEMA IN SALA Gli indipendenti pronti alle barricate

Vinicio Marchioni, attore e regista de "Il terremoto di Vanja" prossimamente in sala (foto credit Valeria Mottaran)

di GABRIELE SPILA

Il 40% dei film che arrivano nelle sale cinematografiche sono di casa nostra, ma al boxoffice raccolgono solo il 14% degli incassi. L’industria, ritrovatasi lo scorso mese a Mantova cotto l’egida della FICE, si interroga sugli scenari presenti e futuri. “Con una maggiore tenitura anche i piccoli film di qualità potranno ritagliarsi il loro spazio”, spiegano Dinoia e Protti

Sono oltre 180 i film italiani usciti in sala dall’inizio dell’anno, quasi il 40% del totale (dati Cinetel). A guardare i loro incassi (circa 65 milioni di euro) ci si accorge che l’incidenza è stata di poco superiore al 14%. Se è vero che i numeri non mentono, lo è altrettanto il fatto che sarebbe ingeneroso fare un paragone con il cinema Usa, baciato da un’annata di grazia – da Il Re Leone fino ad Avengers: Endgame, passando per i più recenti Joker e Maleficent – Signora del Male – e capace da solo di rappresentare oltre il 70% degli incassi totali.

Qualche domanda sul “Made in Italy”, in ogni caso, ed il perché stia soffrendo negli ultimi anni, è lecito farsela. Scorrendo la Top 10 “nostrana”, il dato che subito balza all’occhio è che nessun titolo ha sfondato al box office la soglia dei 10 milioni di euro (al primo posto troviamo 10 giorni senza mamma con 7,5 milioni). Altro aspetto interessante è quello sul genere. Se è vero che la commedia continua a funzionare (nei primi 5 trovano spazio opere leggere e per la famiglia come Ma cosa ci dice il cervello e Non ci resta che il crimine), lo è altrettanto il fatto che il cinema d’autore – ancor più specificamente quello indipendente – si difende egregiamente. Lo dimostra il buon risultato de Il traditore di Marco Bellocchio (4,7 milioni di euro), così come di tutto rispetto quello di un film assolutamente originale e non facile da “digerire” come Il Primo Re (2,2 milioni). Ed anche gli altri titoli presenti nella Top 10 hanno in comune una indubbia vena autoriale: da Mio fratello rincorre i dinosauri a Momenti di trascurabile felicita, da Domani è un altro giorno a Martin Eden, fino a La paranza dei bambini. Se quindi il cinema impegnato sembra tenere botta, non si può trascurare il fatto che i film citati abbiano beneficiato di distribuzioni “forti” (01, Medusa, Eagle Pictures, Vision). Il che, tradotto in soldoni, significa un buon numero di copie ed una discreta tenitura in sala. Ed ecco allora venire a galla uno dei problemi che affliggono il nostro cinema indipendente, ossia non riuscire a “resistere” abbastanza in sala, spesso fagocitato da un eccesso di uscite (soprattutto in primavera ed autunno) ed impossibilitato a puntare sul “passaparola”, che molto spesso è l’asso nella manica per le opere in questione.

Proprio questo è stato uno dei temi affrontati, lo scorso mese, nel corso degli Incontri del Cinema d’essai di Mantova, manifestazione organizzata dalla FICE (l’associazione che riunisce le sale d’autore) che ha raccolto centinaia di operatori del settore, e che, tra anteprime e volti noti del nostro cinema (da Luigi Lo Cascio a Igort, da Stefano Fresi fino a Claudio Giovannesi), ha dato spazio ad un doppio convegno dedicato ai temi più caldi dell’esercizio d’autore. “Il buon cinema, quello di qualità, è il cinema che difendiamo e sarà sempre al centro di questa industria”, commenta Domenico Dinoia, presidente FICE. Per i film indipendenti, semmai, il problema è riuscire ad ottenere maggiore visibilità, soprattutto nei mesi più caldi. “In estate – continua Dinoia – abbiamo avuto ottimi risultati da opere come Il traditore e Dolor y gloria ma, nonostante ciò, abbiamo bisogno di film capaci di coprire tutto il periodo estivo”.

Nel contesto generale, un discorso a parte merita il fenomeno sempre più attuale dei cosiddetti “film-evento”, in sala per una manciata di giorni e, nonostante ciò, capaci spesso di portare a casa risultati importanti. Come dimostra il clamoroso “caso” di Chiara Ferragni: Unposted, capace di portare nei cinema, in soli tre giorni, 160 mila spettatori incassando 1,6 milioni di euro. Sul tema interviene lo storico esercente Paolo Protti che, proprio a Mantova, ha fatto da padrone di casa, ospitando buona parte della rassegna in uno dei suoi cinema, il Multisala Ariston, ubicato in pieno centro. Protti ha un’idea ben precisa: “Nel campo dei film evento si è già spesso verificato che quelli di successo vengano a breve replicati mentre i ‘perdenti’ si smarriscano nell’oblio. In certi casi, e cito il nuovo film di Martone, Il Sindaco del rione Sanità, bisogna avere costanza e coraggio nel riproporlo curandolo territorialmente in modo specifico e con una programmazione flessibile. In tal modo si valorizza il film e si crea una opportunità al pubblico che è il nostro vero sostenitore”.

©MAPMAGAZINE NED EDIZIONI

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