Dicembre 6, 2019

FENOMENO INDIE Gino Castaldo: «Sono delle star, non c’è nulla di indipendente»

Ema Stokholma e Gino Castaldo

di MAURIZIO ERMISINO

 

Intervista al critico musicale, firma di Repubblica e conduttore su Rai Radio2 con Ema Stokholma di “Back2Back”. «La scena indie in Italia occupa ormai un posto rilevantissimo, sono tanti e tutti con un loro stile. E’ forse ancora presto per giudicarli»

 

Firma storica di Repubblica, Gino Castaldo ci ha raccontato per decenni i grandi della musica. Ha scritto libri necessari come “Il tempo di Woodstock”, “Beatles” e “Blues, Jazz, Rock, Pop. Il Novecento americano” ed ora dispensa aneddoti, curiosità e perle di saggezza musicale ogni sera, dal lunedì al venerdì, dalle 21 alle 22.30 su Rai Radio2, in “Back2Back”, trasmissione cult accanto a Ema Stokholma.

Quale posto occupa secondo lei la scena indie nella musica italiana di oggi?
Il posto è rilevantissimo. Rispetto alle scuole, alle generazioni precedenti, in cui erano pochi e molto forti, in questo momento nella scena indie gli artisti sono tantissimi, e di tutti i generi, pop, rap, trap con una forte predominanza romana mai vista prima. Tutti, tra l’altro, molto influenti, che dettano lo stile.

Come giudica questa scuola di cantautori romani in confronto a quelle degli anni 70 e 90?
L’unica cosa in comune è che anche i nuovi sono abbastanza consapevoli delle generazioni che li hanno preceduti, e lo percepisci nelle cose che fanno. La vera caratteristica della nuova generazione è la mancanza di pudore: si sono liberati, sono tanti e spudorati, non c’è più quella venerazione per i padri che affliggeva la musica italiana fino a qualche anno fa, quando non uscivano cose clamorose e c’era il peso dei giganti del passato. I nuovi hanno sbloccato questo timore e, detto a lettere chiare, se ne fottono. E questo lo trovo molto positivo.

Sullo scioglimento di Thegiornalisti?
Mi sembra un problema poco rilevante, già si percepiva il gruppo come emanazione di Tommaso Paradiso. Anzi, mi ha stupito che abbia fatto tanto clamore.

È un movimento che durerà o è già diventato qualcos’altro?
È difficile dirlo, sta avvenendo ora. La differenza tra indie e mainstream era già labile prima, gli artisti non si sono mai posti il problema. Erano indie solo nel momento in cui erano emergenti, ma poi sono diventate star, ed è avvenuto in modo naturale. In realtà potevano essere mainstream già dal principio.

©MAPMAGAZINE NED EDIZIONI

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