14 Dicembre, 2019
15 visualizzazioni

Amore, equivoci e altri disastri

di PIER PAOLO MOCCI

Grande successo per Alle 5 da me di Pierre Chesnot con Gaia De Laurentiis e Ugo Dighero, in tour in tutta Italia. Ironica, semplice, leggera, graffiante e delicata, una deliziosa commedia con due mattatori alle prese con 10 personaggi (che poi saremmo tutti noi…). Bisognerebbe farne una trasposizione cinematografica 

Una donna e un uomo, diremmo due splendidi quarantacinquenni, decidono di sposarsi. Dopo alcune peripezie amorose, come d’incanto, si accorgono l’uno dell’altra nel modo più semplice: la discrezione. Un colpo di fulmine a scoppio ritardato, ma comunque intenso e deflagrante. Un amore nato dall’educazione del buon vicinato, da quegli sguardi cortesi e gentili da pianerottolo, dal “buongiorno” eversivo di uno sconosciuto al mattino presto in ascensore già con il sorriso sulle labbra. E quelle parole giuste, quelle dette e soprattutto non dette. Una donna e un uomo sull’altare pronti a vivere il resto della loro vita insieme in una Parigi magica e suggestiva, ci raccontano in che modo sono arrivati fin lì, nel modo più spassoso possibile. Due straordinari attori, Gaia De Laurentiis e Ugo Dighero, sono i protagonisti della raffinata commedia Alle 5 da me del drammaturgo francese Pierre Chesnot, uno spettacolo che dovreste fare in modo di non perdere (le date del tour sono sulla pagina Facebook ufficiale, con tappe in tutta Italia).

Questo felice adattamento di Stefano Artissunch (che li aveva diretti anche ne L’inquilina del piano di sopra, sempre di Chesnot), è una perfetta macchina comica ad orologeria, una commedia che diverte ed intrattiene, raccontando 10 tipologie di persone, ognuna di loro “patologicamente” realistica e verosimile, tratteggiate in modo accurato, cinico, dolce, compassionevole, maniacalmente raffigurate nei dettagli, nelle sfumature, nei modi di essere, nelle nevrosi individuali e quindi collettive. Ognuno di noi potrà riconoscersi o riconoscere qualcuno o qualcosa in questi 10 caratteri tutti splendidamente interpretati dai due mattatori De Laurentiis-Dighero, spesso funamboli sulla scena, acrobati nel gestire i travestimenti che la circostanza richiede (peraltro come se nulla fosse).

Siamo dinanzi al flashback di un ipotetico film. Nel giorno del loro matrimonio, Charlotte e Jean-Marc poco prima di pronunciare il fatidico sì, ricordano all’altro le disavventure sentimentali che entrambi hanno dovuto affrontare, negli anni, prima di incontrarsi. Loro due che – dallo spioncino dei loro appartamenti – sbirciavano con curiosità al passaggio di certi reciproci incontri, notando uomini e donne talvolta sopra le righe o perfino del tutto fuori luogo: improbabili maestri di sci, fedifraghe eroine alla Madame Bovary, pericolose mitomani, geni incompresi e ipocondriaci padri di famiglia, in un montaggio alternato scandito perfettamente da comicità seriale e mai dozzinale. In questo valzer di incontri, dialoghi leggeri e pungenti, i due in realtà ci fanno capire quanto la persona che ci è (stata) accanto ha spesso dovuto sopportare il peggio di noi. Quella scena disegnata e costruita da Matteo Soltanto, dove Gaia De Laurentiis e Ugo Dighero danzano, giocando con le parole sulle note vivaci della Banda Osiris, è uno specchio dove vengono riflesse le parti più buffe, assurde, immature, distopiche di tutti noi. Perché noi siamo lì, un po’ qua e un po’ la, dentro quei mostri messi in scena con magistrale disinvoltura, capaci di lasciarci addosso un sorriso amaro. È vero, la farsa e la pochade prendono il sopravvento alla lunga, vedi i capitoli con il becchino o la tizia ingessata dalla testa ai piedi che si muove a scatti (momenti che, forse più di altri, suscitano “applausi a squarciagola” e “risate da standing ovation”). Ma di fronte ad un testo così e con due attori così, dove tutto è reso sobrio, elegante e misurato, c’è solo da scatenare un forte e lungo applauso. Da tempo non si vedeva qualcosa di così divertente, intelligente, ironico e leggero, senza scadere nella prevedibilità o nella parolaccia catartica.

I due, De Laurentiis e Dighero, ora dovranno solo fare in modo che i loro produttori – che ne detengono i diritti – si convincano a farne un film, con loro stessi protagonisti ovviamente. Un film del genere – con questi due giganti della scena in totale stato di grazia e complicità, dai tempi comici ritmati e uniti da una soave dolcezza d’insieme – avrebbe lo stesso successo della rivelazione La belle époque (il migliore film in sala in questo momento con Daniel Auteuil e Fanny Ardant) e sarebbe apprezzato dai fan di Omar Sy, Giù al nord, Amelie… In una parola Woody Allen, il cui ultimo Un giorno di pioggia a New York è ormai prossimo ad uscire in questi giorni. Attendiamo fiduciosi questa commedia con questi attori sul grande schermo. Nel frattempo godeteveli a teatro!

RIPRODUZIONE RISERVATA©MAPMAGAZINE NED EDIZIONI

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


REGISTRATI ALLA NOSTRA NEWSLETTER PER ESSERE INVITATO AI NOSTRI EVENTI ED ESSERE AGGIORNATO SULLE NOSTRE ATTIVITÀ


Holler Box