Dicembre 3, 2020
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Sarà vita dura per Netflix, Amazon e gli altri: in arrivo Disney+

di PIER PAOLO MOCCI

 

Il 15 novembre sbarca negli Usa la piattaforma streaming della The Walt Disney Company, galassia dell’intrattenimento e del cinema “family”. In Italia sarà online dal 31 marzo 2020. Il mercato dovrà fare i conti con un gigante pronto a sbranare la concorrenza

La tendenza all’abbonamento in streaming è ormai dilagata. Ultima nata in ordine di tempo, ufficializzata ieri a Burbank, in California, la piattaforma Disney+, ovvero l’intrattenimento targato The Walt Disney Company, un “colosso” mondiale, una holding da miliardi di dollari che contiene in sé altre major e che, alla scadenza di contratti in essere, estenderà la sua library probabilmente a dismisura (basti pensare che detiene marchi come 20th Century Fox, Espn, Pixar, Marvel, Lucas Film…). Una galassia insomma, che non avrà difficoltà a contrastare Netflix e Amazon Prime, e a seguire tutte le altre che ci sono (soprattutto negli Stati Uniti) e che nasceranno.
La piattaforma Disney+ debutterà venerdì 15 novembre in America, Canada e Paesi Bassi, per fare poi la sua scalata nel resto del mondo e arrivare in Italia nella prossima primavera. Ad oggi abbonarsi costa circa 13 dollari al mese per avere accesso ad un’ampia raccolta di classici e novità Disney, Pixar, Marvel, saga Star Wars e National Geographic, per un totale ad oggi di 500 titoli (in continuo aggiornamento e aumento esponenziale). Il 19 novembre il servizio verrà lanciato in Australia, Nuova Zelanda e Portorico per poi arrivare in Europa, appunto, dal 31 marzo 2020 (Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna e altri paesi).

Cosa vedremo? Avengers: Endgame e i vari supereroi Marvel, i classici dell’animazione sia Disney sia Pixar (da Wall-E ad Up, da Monsters & Co. alla serie di Toy Story), le 30 stagioni de I Simpson e tutto Star Wars e le meraviglie di National Geographic. Appena le licenze e i diritti in possesso ad altre piattaforme scadranno e torneranno alla casa madre, Disney terrà per sé i suoi gioielli e non permetterà che Lilly e il Vagabondo vada a finire su una concorrente acquisendo ulteriore appeal e forza, facendo in modo che Netflix, Amazon e tutte le altre abbiano vita dura di fronte ad un competitor del genere.

La domanda adesso è se il cliente medio sarà in grado di sostenere tanti abbonamenti, da Sky ad Apple Tv, passando per TimVision, NowTv, Netflix e quelli che verranno, perché non è mica finita qui. Di cosa stiamo parlando quando citiamo The Walt Disney Company? Di una multinazionale con 195 mila dipendenti e un fatturato di 60 miliardi di dollari. Amazon ne fa quattro volte di più, non c’è dubbio, ma Disney fa quei numeri esclusivamente dalla voce cinema e intrattenimento. Ne vedremo delle belle, qualcuno ci rimetterà le penne, o dovrà farsi inglobare da un pesce più grosso, sempre più grasso. E lo spettatore chi seguirà? Bella domanda.

RIPRODUZIONE RISERVATA © MAPMAGAZINE NED EDIZIONI

 

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