15 Dicembre, 2019
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Quella volta che Tognazzi venne arrestato

di SERGIO BELLUCCI

 

Una mostra a Roma, nello spazio We Gil della Regione Lazio, celebra la rivista satirica che segnò un’epoca
Tra le trovate più assurde e geniali la falsa notizia sul vero capo delle Brigate Rosse

Quando dagli USA ci arrivò la notizia della vittoria alle elezioni presidenziali del 1981 di Ronald Reagan molti di noi pensarono ad un’altra geniale invenzione di quella fucina di dissacrazione e rimescolamento della realtà che fu “Il Male”. Doveva essere per forza una delle loro impagabili copertine che si prendevano gioco del reale, che ci riconsegnavano un senso comprensibile di quella notizia come aveva fatto con le trame oscure (e, alla fine, fin troppo luminose nei loro intenti) che avevano riempito quello scorcio degli anni 70.
Quello de “Il Male” era un modo per destrutturare la realtà e ricomporla attraverso un senso alterato, ma lucido, del reale. Un risultato che, attraverso una sorta di iper-realtà, svelava non solo il ridicolo del potere, ma la sua stessa essenza. Non la attuale “disintermediazione” che offre la comunicazione dei social, quella che porta all’isolamento atomizzato dell’individuo, caratteristico dell’illusione della totale comprensione soggettiva dei fatti. Ma l’esatto opposto: la ricomposizione di un senso del ridicolo del potere, smascherato nelle sue stesse contraddizioni da una attività onirico-compositiva che ne svelava il senso, denso e basso, della formazione e degli interessi.
Ben prima di Reagan, Tognazzi era “sceso in politica” per merito de “Il Male”. Erano gli anni tumultuosi in cui tutto sembrava ancora possibile, proprio perché non tutto era stato ancora trasformato in una merce da poter acquistare. Erano gli anni della “politica seria”, quella fatta dai personaggi della Prima Repubblica, e degli “Indiani Metropolitani”, forse il primo fenomeno puramente trans-mediatico della politica, fatto di improvvisazione e rottura degli schemi.
Nessun “post” da pubblicare in un qualche social poteva occupare il nostro tempo, allora. Mancava la tecnologia, ma non il godimento di vedere le facce delle persone, negli autobus affollati, che strabuzzavano gli occhi davanti alla prima pagina di quel “Paese Sera” che svelava il segreto tremendo di uno degli attori più conosciuti al tempo. Quello era immensamente superiore a ciò che si può provare oggi nel contare i nostri “like”. Tognazzi era il capo delle Brigate Rosse! Sì, il segreto che si celava dietro il “Grande Vecchio”, come veniva chiamato allora il burattinaio che si pensava esistesse dietro le grandi trame della politica, era finalmente risolto: il reale rivelava la sua vera essenza nel comico. A differenza dell’oggi, dove è il comico che si scioglie nel tragico.
MAPMAGAZINE©RIPRODUZIONE RISERVATA

LA MOSTRA SUL “MALE”

Parte la nuova programmazione del WeGil, l’hub culturale della Regione Lazio nel cuore del quartiere Trastevere, a Roma (Largo Ascianghi 5, di fronte al cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti). Ricco il calendario di spettacoli di prosa e danza, eventi musicali, performance, reading e incontri. In cartellone (fino al prossimo 6 gennaio) anche la mostra Gli anni del MALE 1978-1982: Quando la satira è diventata realtà, promossa dalla Regione Lazio e organizzata da Manafilm srl in collaborazione con LAZIO Crea, a cura di Angelo Pasquini, Mario Canale, Giovanna Caronia e Carlo Zaccagnini in collaborazione con Vincino Gallo. “Il Male” è stato la quintessenza del giornale cartaceo: coloratissimo, smontabile e rimontabile a seconda degli usi che venivano suggeriti ai lettori e ai giornalai che lo appendevano nelle edicole per incuriosire e attirare lettori.

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