novembre 15, 2019

Morabeza, il nuovo lavoro discografico di Tosca

di REDAZIONE MAPMAGAZINE

Intimo, raffinato, contaminato, contemporaneo: l’album nato al termine di un tour mondiale durato tre anni, dal cui resoconto filmico l’artista ha ideato il documentario Il suono della voce per la regia di Emanuela Giordano, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2019

Intimo, raffinato, contaminato, contemporaneo, spiega Tosca: È la resa della mia quotidianità musicale, è il modo che ho scelto per tradurre in canto il puro piacere dell’ascolto con l’unica volontà di unire le sole emozioni alle note e alle parole.
Nato da un progetto della stessa Tosca e prodotto e arrangiato da Joe Barbieri, al suo interno contiene canzoni originali, rivisitazioni in chiave attuale di classici della musica dal mondo, brani della tradizione che permettono a Tosca di giocare con la sua voce in quattro lingue e di intrecciarla con quella di grandi artisti che ha avuto il piacere di conoscere o di ritrovare in questo viaggio: Ivan Lins, Arnaldo Antunes, Cyrille Aimée, Luisa Sobral, Lenine, Awa Ly, Vincent Ségal, Lofti Bouchnak, Cèzar Mendes.
Poggiato su tre solidi elementi, ricerca, lingua e suono, il disco costruisce un ponte fra la radice italiana e le musiche d’altrove. Francese, portoghese, arabo, italiano e romanesco: una colorata giostra poliglotta che celebra l’intreccio e la contaminazione fra i popoli, l’accoglienza e l’ascolto come via di salvezza per l’uomo, oltre all’amore e alla sua declinazione meno complessa e più immediata, la passione, centro nevralgico di tutte le canzoni del disco.
Morabeza – «Non è una parola, è una categoria dello spirito». Antonio Tabucchi lo scriveva per definire la saudade, ma questa definizione può valere anche per il termine creolo morabeza: una miscela di saudade e alegria che è già fiducia nel presente lontano dalla propria terra. È il paradiso dell’integrazione, perché unisce tutti gli emigrati che sognano di tornare, afferma Tosca. È una parola che racchiude l’incanto di quella che in tedesco si dice heimat, la terra in cui ci si sente a casa, e tornare indietro è più difficile quando ci si sente a casa. Poggiato su questo particolare sentimento a metà tra nostalgia e appagamento, questo nuovo disco di Tosca si aggrappa alla musica del mondo, la musica del popolo, intima o gioiosa, malinconica o passionale, che canta la vita come fosse l’ultimo giorno e uno struggente amore come qualcosa che presto finirà.
Joe Barbieri – Per Morabeza Tosca ha scelto di affidarsi per la produzione artistica a un collega, condividendo questo percorso esclusivo e essenziale con Joe Barbieri, autore delle musiche di due brani e dell’adattamento di quattro testi di canzoni, nonché di tutti gli arrangiamenti. Un’efficace sinergia con un autore dotato di una sensibilità tale da regalare una narrazione del tutto autentica alla musica. Reputo Joe il mio corrispettivo al maschile, dice Tosca. Passo dopo passo abbiamo costruito insieme i tasselli di questo lavoro, sperimentando, azzardando e scoprendo a volte cose che erano nel nostro quotidiano e che non avevamo il coraggio di ‘toccare’: insomma cercando solo la bellezza artistica che ci unisce. Tutto questo è sfociato, sotto il suo delicato e sapiente tocco, in questo album che considero un vestito ricamato di delicatezza sonora e emozione pura che raramente ho indossato.
Una sintonia confermata anche dal musicista che dichiara: A Tosca mi lega un’empatia umana e artistica rara, potrei arrivare a dire che abbiamo il medesimo modo di guardare alla musica, alla vita; lo stesso rigore nel metodo, la stessa felicità dell’arte. Accettare di produrre per lei questo album è stato dunque più come abbracciare un’amica, accompagnarla con pazienza, rispettarla nella fragilità d’un percorso delicato, nudo ed irripetibile.
In Morabeza sento di aver messo tutto me stesso, senza alcun risparmio; ma lo rifarei altre cento volte, poiché quando ascolto questo disco sento che il risultato è un unico, ininterrotto, generoso gesto d’amore.
Il documentario – Immaginario angolo di una trilogia costruita a partire da un regalo di Ivano Fossati, Il suono della voce, la canzone della maturità, e proseguita con Appunti musicali dal mondo, il disco Morabeza è l’evoluzione intima e lirica dei due lavori precedenti. Composto da canzoni seminate e raccolte fra il 2016 e il 2018, incornicia i volti e le voci degli artisti che Tosca ha incontrato in giro per il mondo dalla Tunisia al Brasile, da Lisbona a Parigi. Città e paesi protagonisti del resoconto filmico del disco intitolato Il suono della voce, in cui Tosca in prima persona documenta per immagini un viaggio nato dal desiderio di contaminare la musica italiana con altre lingue.
Quando ti avvicini a un’altra lingua, a un altro suono, cerchi te stesso, cerchi l’accoglienza, cerchi di sentirti a casa. E trovi sempre un frammento che ti appartiene, dice. E la contaminazione e l’incontro l’hanno portata a un nuovo centro del mondo, dove la vicinanza musicale nasce da affinità elettive, emotive, sensoriali e non razionali o intenzionali.
Pensavo di aver visto tutto e invece non è così – prosegue – Basta mettere in valigia una scorta di note e il tuo cuore e la magia è fatta. Così mi sono presentata a Ivan, Arnaldo, Luisa, Cyrille, Lenine, Vincet, Lotfi e Cezar e così mi hanno accolta nelle loro vite. Mai come oggi sono grata alla Musica per avermi dato un tetto dive ripararmi e vivere felice.

 

Morabeza TRACK BY TRACK

Giuramento feat. Gabriele Mirabassi

Pixinguinha // O. De Souza (adattamento Joe Barbieri)

L’adattamento del brano Rosa di Pixinguinha, che ho ha conosciuto grazie alla versione di Marisa Monte, è stato realizzato poco prima di partire per una tournée in Brasile nel maggio 2018. L’idea iniziale era quella di preparare un omaggio per ogni città che avrei visitato e questo è stato il primo tassello di tutto il progetto.

La bocca sul cuore feat. Lenine

  1. Mendez //J. Barbieri

Joe Barbieri ha scritto questo testo su una composizione che mi ha regalato Cézar Mendez, uno fra i più importanti autori brasiliani. Desideravo condividerla con un artista brasiliano o portoghes e ho chiesto a Lenine, che ha voluto cantarla in italiano.

Mio canarino feat. Nicola Stilo

Jayme Silva // adattamento Joe Barbieri

Dagli ascolti con cui cercavo omaggi da portare in tournée è spuntata fuori Meu canario di Marisa Monte. Joe Barbieri ha scritto l’adattamento e ha lasciato a me il divertimento di cantarla, accompagnata dal flauto di Nicola Stilo.

Normalmente feat. Ivan Lins

Joe Barbieri // Joe Barbieri

Cantavo questa canzone di Joe nei miei concerti, e prima di incontrare Ivan Lins a Lisbona abbiamo realizzato una versione bilingue, in italiano e portoghese. Ivan se n’è innamorato et voilà.

Simpatica

Pink Martini // adattamento Joe Barbieri

Symphatique di Pink Martini fa parte della mia quotidianità musicale, dai miei ascolti giornalieri. Joe Barbieri l’ha adattata e l’ha trasformata in Simpatica.

Serenade de Paradis feat. Awa Ly & Vincent Ségal

Romolo Balzani // Scarponi (adattamento dal romanesco al francese Enrico Greppi)

Ho sempre sentito in Serenata de paradiso una forte appartenenza alla sonorità francese. Enrico Greppi della Bandabardò l’ha adattata per me e a Parigi l’ho cantata in francese. Il pubblico ha apprezzato e ha voluto ascoltare, nei bis, anche la versione romana. L’abbiamo trasformata in un gomitolo di note, con i due celli di Giovanna Famulari e Vincent Ségal e la voce mia e di Awa Ly.

Le Troisieme Artificier feat. Cyrille Aimée

Ruggero Mascellino // Massimo Venturiello – Tosca (adattamento Enrico Greppi)

A Parigi ho incontrato la jazzista Cyrille Aimée e ho immaginato Il terzo fuochista in una versione da ‘valzer musette’ che si avvicinasse alle atmosfere francesi. Ho chiesto a Enrico Greppi di adattare il brano e poi l’ho condiviso con Cyrille. Così abbiamo donato alla canzone una nuova vita e un nuovo ricordo. 

Per ogni oggi che verrà

Luisa Sobral // Luisa Sobral (adattamento Joe Barbieri)

Quando Luisa Sobral ha scritto questa canzone per suo fratello Salvador, tutti le dicevano che non avrebbe vinto niente. Invece, con la sua semplicità, ha ribaltato le carte riaffermando uno stile musicale ormai completamente perduto. Assieme a Giuramento, è uno dei tasselli da cui è partita la costruzione del disco.

Ahwak feat. Lotfi Bouchnak

Tradizione

Nel 2016 ho portato questo brano all’Auditorium de Radio Algérienne di Algeri e tutto il pubblico l’ha cantato con me. È stata una sensazione mai provata. A Tunisi ho incontrato Lofti Bouchnak, una specie di sacerdote, in Italia potremmo paragonarlo a Franco Battiato. Mi ha insegnato la pronuncia della canzone e ho scoperto che anche in quei Paesi ci sono sfumature linguistiche e modi diversi di dare un suono alle cose, persino alla gioia e alla festa. Grazie agli incontri con Houria Bouhried, la pasionaria della casba che salva i ragazzi dall’indottrinamento dell’Isis, e Lina Ben Mhenni, blogger e attivista che vive sotto scorta per aver combattuto il regime di Ben Ali, ho scoperto quanto è importante il ruolo delle donne per la cultura di Tunisi. Da questi viaggi ho portato a casa Ahwak, che significa «ti adoro» e ho chiesto a Lofti di cantarla con me.

Un giorno in più feat. Luisa Sobral

Luisa Sobral // Luisa Sobral //

Luisa ha composto questa canzone per me, in italiano. Mi ha chiamato qualche giorno dopo aver ascoltato Per ogni oggi che verrà, la mia versione di Amar Pelos Dois. Le ho chiesto di cantarla con me.

Voodoo Rendez-Vous

Benoit Charest // Sylvain Chomet (adattamento Joe Barbieri)

Un altro brano proveniente dal piacere dell’ascolto, dalla quotidianità musicale. È l’adattamento della colonna sonora del film d’animazione Appuntamento a Belleville, Belleville Rendez Vous.

João feat. Arnaldo Antunes

Cézar Mendez // Arnaldo Antunes

Dopo avermi inviato alcune sue composizioni, Cézar Mendez mi ha chiesto in cambio un regalo: cantare una canzone che lui aveva scritto per João Gilberto con le parole di Arnaldo Antunes. Il padre della bossa nova voleva sentirla cantata da una voce straniera. «In Brasile si usa regalare canzoni», mi ha spiegato. Ho registrato la canzone in portoghese ma con accento inevitabilmente straniero. Dopo avergliela inviata, mi è arrivato un messaggio: «João si è commosso e ti ringrazia». Dovevo fare io un regalo a Cézar e João, ma è finita che l’hanno fatto loro a me: ho chiesto a Cézar di inserire il brano nel disco e l’ho cantato assieme ad Arnaldo, che avevo conosciuto pochi mesi prima a un concerto dei Tribalistas a Roma. Così è nata João.