novembre 15, 2019

Book-blogger confidential

di OLIVIERO LA STELLA

Conversazione con Giulia Ciarapica, una delle influencer letterarie italiane più apprezzate: «I libri sono nostri amici»

L’Italia, per quanto riguarda i libri, è il paese dei paradossi: se ne pubblicano tanti ma a leggerli sono davvero in pochi. Il nostro indice di lettura è infatti fra i più bassi in Europa. In questa realtà può sembrare un paradosso la crescita del fenomeno rappresentato dai book blogger: all’ultimo Salone del Libro di Torino i book blogger e i book influencer erano più di tremila, il triplo della precedente edizione. Un piccolo esercito vezzeggiato dalle case editrici, che sperano grazie a loro di dare uno scossone ai grafici pressoché immobili delle vendite, ma visto con diffidenza e scetticismo da critici e letterati.

«Effettivamente in certi ambienti c’è un pregiudizio nei nostri confronti. Si tende a valutare la confezione, ovvero i media e i modi attraverso i quali ci esprimiamo, piuttosto che il prodotto, ossia ciò che scriviamo». Chi parla è Giulia Ciarapica, una delle book blogger italiane più apprezzate.

Ventinove anni, marchigiana, laureata in Lettere moderne e Filologia moderna, Giulia ha ereditato l’amore per i libri dalla madre Mara, che a cinque anni la portò a visitare la casa di Leopardi a Recanati. E dalla poesia prese il via la sua passione per la lettura: dopo le liriche del «signore con la gobba», come lo chiamava da bambina, passò a Rilke e ad altri poeti. A sette-otto anni scrisse i primi versi. Dopo la laurea magistrale, nel 2014, la madre le disse: «Ti piace leggere e scrivere, perché non provi a buttare giù un pensiero critico su ciò che leggi?».

Giulia cominciò con una recensione sul suo profilo Facebook. Poco dopo aprì un blog che ottenne ben 5000 contatti nel giro di un mese.

Attualmente il suo blog (giuliaciarapica.com) registra 1200-1300 visite al giorno che arrivano a 3-4000 quando pubblica qualche contenuto. Mentre su Instagram, Twitter e Facebook i suoi followers sono circa 10000. Certo, non sono i numeri che fa Chiara Ferragni, ma si tratta di una platea di tutto rispetto se consideriamo che i libri – come si è detto – sono un genere che in Italia non va molto e che i social si rivolgono soprattutto ai giovani, che leggono poco o nulla.

Poco dopo l’esordio sul web Giulia Ciarapica viene chiamata a collaborare a Ghigliottina, storico portale di informazione, e più tardi approderà alla carta stampata: nel 2016 al Messaggero e nel 2017 al Foglio. Nel 2018 esce il suo primo libro, una sorta di manuale nel quale raccoglie la sua esperienza. Si intitola “Book blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché” (Franco Cesati editore, 144 pagine, 12 euro). Un manuale interessante e minuzioso, nel quale arriva finanche a consigliare come vestirsi quando si fanno le video recensioni.

La “desacralizzazione” è il primo elemento chiave del dialogo fra Giulia e il suo pubblico. «I libri – dice – non sono “roba da intellettuali” od oggetti di lusso che si deve aver paura di toccare, di maneggiare. I libri sono strumenti e cibo, perché nutrono le persone, le aiutano a ragionare, a oltrepassare i limiti, ad avere visioni sempre nuove del mondo, ad aprirsi, ad andare in profondità». Ai ragazzi delle medie e delle superiori, che la book blogger incontra nell’ambito del suo progetto “Surfing on the book”, spiega che i libri sono amici: «Persone fatte d’inchiostro, sono scritti da uomini per gli uomini, pongono domande che – se non risolvono i nostri problemi – ci aiutano comunque ad affrontarli».

La semplicità del linguaggio è l’altro elemento chiave. «Sono solita parlare del libro in modo chiaro, comprensibile da tutti, spiegarne la trama e i temi che tocca per far capire al potenziale lettore se fa per lui oppure no», dice Giulia. Sul web posta dei video in cui recensisce un libro in tre minuti: sembra in effetti che parli ad amici con i quali si trova a conversare al ristorante. Nei suoi consigli di lettura c’è un fervore che talora può sembrare eccessivo, ma d’altronde questo è il suo carattere, è un’entusiasta. «Alcune volte – precisa – ho anche stroncato dei romanzi, come “Atti osceni in luogo privato” di Missiroli e “La femmina nuda” della Stancanelli. Ma non amo stroncare, lo faccio solo quando si tratta di autori famosi che suscitano grandi attese che poi, a mio giudizio, vengono deluse». Recentemente Giulia ha pubblicato il suo primo romanzo, “Una volta è abbastanza”, edito da Rizzoli (366 pagine, 19 euro). è il primo libro di una trilogia attraverso la quale ha raccontato e racconterà l’epopea degli “scarpari” delle sue parti, i calzolai marchigiani poi diventati imprenditori a livello nazionale. Una storia ambientata nel suo paese natale, Casette d’Ete, incardinata su una vicenda familiare, che comincia nel secondo dopoguerra e terminerà alla vigilia degli anni Novanta. «Mi piaceva raccontare le Marche, di cui si parla poco, le storie dei nostri calzolai, che sono una parte importante del made in Italy, e come una comunità può cambiare in relazione ai mutamenti storici ed economici». Questa, spiega, è stata l’idea di partenza. Ovviamente la giovane book blogger, forte della sua esperienza e della sua rete di contatti, per promuovere il libro ha orchestrato una campagna di notevole efficacia. Ha organizzato fra l’altro una sorta di concorso su Instagram: chi postava una foto originale del libro, insieme con alcuni oggetti che ne richiamassero i temi, poteva vincere i premi messi in palio dall’autrice; ovvero un kit costituito da uno shopper in tela, una tazza, una matita, dei segnalibri, cartoline pubblicitarie di aziende calzaturiere, forme da scarpe in legno. Un piccolo genio del marketing, Giulia Ciarapica ha inoltre ideato un festival letterario a due passi da casa, a Sant’Elpidio a Mare, “Libri a 180 gradi”. La prima edizione – realizzata grazie al sostegno del Comune – si è svolta a cavallo fra la fine di agosto e l’inizio di settembre. «è andata molto bene», commenta soddisfatta. Abbiamo avuto un’ottima affluenza sia per quanto riguarda la fiera dei libri che le presentazioni, le tavole rotonde e i dibattiti. Grande successo con Umberto Galimberti che sabato 31 agosto ha letteralmente riempito piazza Matteotti». Giulia è appassionata e instancabile, nella sua attività di promozione dei libri e della lettura che svolge appunto a 180 gradi: nei festival, nelle scuole e sui social. A chi storce la bocca dinanzi ai book blogger va fatto rilevare che nel “paese dei non lettori” si tratta di un’attività meritoria, soprattutto per l’influenza che può avere sui giovani, purché svolta con il rigore e la competenza di Giulia e di quelli come lei. «E di bravi ce ne sono», dice Giulia.

«Certo – aggiunge – sul web è facile incontrare pure i book blogger e gli influencer farlocchi, ma questo è un fenomeno che riguarda anche altri ambiti, non solo quello dei libri. Come ho detto, l’importante è non giudicare solo la forma».

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