Enoteche da provare

LE SCELTE DEL MESE: APRILE 

ENOTECAUn bicchiere di vino di qualità accompagnato da qualche stuzzichino, meglio se DOP o IGP: è la formula adottata da enoteche, wine bar e dai sempre più numerosi locali in cui “vino e cucina” si fondono con sapienza per regalare sensazioni nuove a palati sempre più esigenti. Tra nomi storici, indirizzi più modaioli e locali di nuova apertura, la mappa delle enoteche-bistrot è in costante crescita. Dal Colosseo a Testaccio, da Monteverde al quartiere Nomentano, passando per Monti, ecco i nostri 10 consigli del mese.

La nostra passeggiata ideale parte dal Colosseo e approda a Il Pentagrappolo (Via Celimontana 21B). Enoteca sofisticata ed elegante in cui è possibile mangiare e bere del buon vino (una vera chicca sono le proposte alsaziane e slovene) al ritmo di jazz suonato dal vivo, luogo ideale per allietare occhi, orecchie e palato. Ci spostiamo di poco, nel quartiere Monti, sede di uno dei wine bar più rinomati della zona: Al Vino al Vino (Via dei Serpenti19) che può contare su personale esperto e su una lista di etichette di tutto rispetto, ben 500, ambiente piacevole e informale, con una selezione di formaggi pregiati a fare la differenza. Degli stessi proprietari, un altro locale altrettanto interessante è il Vigneto (Piazza dei Condottieri 26/27), enoteca bianca e turchese nel cuore del Pigneto. In posizione tranquilla e defilata dal caos del quartiere e con un pianoforte in bella vista, affianca alle tantissime proposte italiane una discreta varietà di Champagne e di vini di Borgogna.

Centralissimo ma non turistico, con pochi posti a sedere, propone anche una discreta selezione di birre artigianali Il vinaietto (Via del Monte della Farina 38), storico locale a due passi da Campo de’ Fiori, ricavato da un vecchio Vini e Oli, offre un’ampia scelta di etichette a prezzi competitivi. Ed ecco Testaccio dove, a due passi dal Monte dei Cocci, troviamo Divinare (via Aldo Manuzio 12), ristorante ed enoteca in cui potrete assaggiare tra l’altro una delle migliori carbonare di Roma. Una nutrita carta dei vini affianca etichette note ad altre provenienti da piccole cantine tutte da scoprire. Poco più in là, a Monteverde Vecchio, fate una sosta da Litro (Via Fratelli Bonnet 5), piccolo bistrot dall’arredo vintage con cucina a vista che ha scelto di puntare su una selezione di etichette provenienti dalle migliori cantine italiane a produzione biodinamica. Da assaggiare anche una delle trenta proposte di Mezcal, distillato messicano che in Italia conoscono ancora in pochi. Immancabile, se siete in cerca di qualcosa di non convenzionale, una cena o un aperitivo da Settembrini (Via Settembrini 21), uno dei luoghi più rinomati della capitale anche per le sue frequentazioni (soprattutto giornalisti Rai, produttori cinematografici e gente dello spettacolo). Qui la cucina di livello e una carta dei vini di raro prestigio fanno la differenza, a cui vanno annoverati, tra l’altro, anche alcuni Champagne Millésime.

Ci spostiamo nel quartiere Nomentano-Trieste e non possiamo non notare l’Enoteca D’Orio (Piazza Regina Margherita 9), una vineria-bistrot a gestione familiare intima e con pochi tavoli che offre ogni giorno una selezione di vini alla mescita varia e di qualità, da accompagnare al menù di prelibatezze italiane DOP e IGP del giorno. A due passi da Piazza Bologna, c’è Uve e Forme (Via Padova 6/8) decisamente improntata su etichette biologiche con un’ottima selezione di salumi e formaggi provenienti da tutte le regioni d’Italia, così come i dolci fatti in casa. Se invece preferite acquistarvi una buona bottiglia e berla poi a casa di amici, pochi metri più in là c’è l’Enoteca Romana (Via Cremona, 57) da oltre 50 anni punto di riferimento in città con le sue 15 mila bottiglie.